Quando l’uomo si atteggia a potente
E’ l’uomo un perfetto idiota
qualora s’atteggia a immortale,
perché se si gira la ruota ...,
si trova al traguardo ferale!
Se invece di far l’egoista
donasse l’amore fraterno
di certo il suo dolce ricordo
vivrebbe, negli altri, in eterno.
Ma l’uomo attraversa la vita
legato soltanto al denaro,
è questa la scelta sgradita
che rende il suo animo avaro!
Potenza, conquiste e ricchezza,
uniti alla solita boria,
gli danno quel senso d’ebbrezza
da esser votato alla gloria.
Non sa che la vita è soltanto
un lungo e gravoso cammino
e quando il suo fisico è affranto
subentra il cruciale destino ...
Il mondo è una magica arena
laddove c’è il protagonista
che copre da solo la scena
e gli altri che scendono in pista
son solo comparse dal ruolo
che spetta a chi è meno importante,
così nella vita c’è solo
chi recita in modo costante,
però non riceve il consenso,
purtroppo i soloni del gioco
son quelli abbinati al compenso,
per gli altri c’è il resto, ch’è poco!
Chi sale in cima alla vetta
si sente il padrone del mondo
e guarda con spocchia più schietta
gli amici che restano in fondo.
E’ l’uomo che vive inchiodato
a un certo tenore di vita,
gli piace sentirsi lodato
provando una gioia infinita.
Ma quando poi giunge il tramonto,
la folle arroganza esibita
gli lascia sul tavolo il conto
d’avere sbagliato la vita!
Un uomo che pensa a se stesso
ed evita il proprio fratello,
perché si ritiene in possesso
d’avere un possente cervello,
è solo un fanatico illuso
che naviga in mezzo ad un mare
da sempre agitato e precluso
a chi non sa più sopportare
il suo ovattato contegno,
perché si comporta in un modo
del tutto contrario ed indegno
al viver sociale. C’è un nodo
tra il mondo dell’uomo egoista
e quello di gente normale
che ama chi è moralista
e vive in un modo cordiale.
La vita sociale comprende:
amore, rispetto e buon cuore,
il resto purtroppo risplende
di cose che danno dolore.
E’ l’uomo ch’è tutto sbagliato
qualora s’innalza a divino,
perché alla fine, è scontato ...
si deve inchinare al destino!
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L'autore
sergio garbellini
Non sono un poeta classico, né sublime, scrivo liriche prosastiche riguardanti le vicende quotidiane, mi piace trattare argomenti inerenti alla vita in modo razionale ed in particolare parlare di donne. Ho scritto 6000 liriche, 60 libri, 7 poemi e moltissime canzoni. Scrivo dal 1947, dall’età di 12 anni, ma nel corso d
Commenti (1)
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Matilde Marcuzzo10 aprile 2018
sempre unico in ogni verso ma le chiuse sono spettacolari. s
