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Impressioni 12 aprile 2018 · lettura 1 min · 1243 letture

La vetta

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Antonio Terracciano 1000 poesie pubblicate
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Da giovani crediamo che la vita verso vette più alte ci conduca, verso mete abitate dall’ambita perfezione che presto o tardi sbuca. Abbandoniamo con disinvoltura amici e amiche (soprattutto queste), pensando che dietro angolo avventura nuova ci sia, con storie non modeste. Noi non sappiamo ancora che la vetta era stata raggiunta, e che rimane il tempo di rimpiangerla: là svetta di ciò ch’è perso la bellezza immane.
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Siccome un commento, forse per la fretta, o per sbadataggine, identifica questa mia pur modesta poesia con una prosa, vorrei ricordare a tutti la differenza tra le due cose, riportata in ogni dizionario. Copio, ad esempio, dal Devoto- Oli del 2014: "Poesia: l’espressione metaforica di contenuti umani in corrispondenza di peculiari schemi ritmici e stilistici, tradizionalmente contrapposta a prosa. Prosa: l’espressione per mezzo di parole non legate a schemi metrici, caratteristica del linguaggio abituale di comunicazione e informazione. " (Ma chissà, viviamo in tempi così veloci che potrebbe ben darsi che, a distanza di quattro anni appena, le definizioni si siano invertite! In tal caso, a fine di, come si esprimeva Nino Frassica, "migliorare la mia ignoranza", me lo si faccia sapere, per favore!)12 luglio 2018
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L'autore
Antonio Terracciano

Sono un ex insegnante di scuola media (di francese) , e vivo nella cittadina in cui sono nato (a quindici chilometri a nord-est di Napoli) . Da giovane scrissi un centinaio di poesie (quasi tutte adesso da buttare) in versi liberi (e qualcuna anche quasi ermetica) , ma poi, dopo un letargo poetico durato più di trent'

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In fondo si tratta di questo! (Antonio Guarracino)

Commenti (5)

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Franca Merighi12 aprile 2018

E’ proprio così, quando si è giovani crediamo che tutto ci sia dovuto, che tutto quello che vogliamo lo avremo, che le amicizie non hanno importanza, ci sentiamo forti e non abbiamo bisogno di nessuno... Che grande errore! ora, quante cose rimpiangiamo, ora stiamo scendendo dalla vetta a una velocità folle, e non sapiamo dove andremo a sbattere la testa! Molto bella e apprezzata.

Antonio Biancolillo12 aprile 2018

E’ quanto di più vero quello che ha saputo trasmettere poeticamente e strutturalmente... l’Autore. Sempre alla ricerca di una vetta... sempre nella certezza giovanile che sarà ben diversa la prossima... Un affanno inutile che si capisce nel tempo di una certa età... mentre abbiamo tralasciato di coltivare qualcosa che poteva essere molto più bello o più bella... in quella vetta già raggiunta nel suo apice a noi consentito. Molto apprezzata.

Rossi Alessio12 aprile 2018

Il Poeta Terracciano espone in versi endecasillabi e rimati una grande, grandissima verità. La vetta, la perfezione, il bisogno continuo di novità volto ad ottenere sempre qualcosa in più, migliore. Per poi arrivare spesso troppo tardi a capire che ciò che di bello avevamo avremmo fatto meglio a tenercelo stretto, piuttosto che lasciarcelo sfuggire dalle mani tentando di rincorrere un "meglio" che era soltanto frutto di utopiche (e di solito irrealizzabili) fantasie.

Galante Arcangelo12 aprile 2018

Narrazione, in prosa, di parte del vissuto dell’autore, fatto di sacrifici personali che incisivamente gli hanno insegnato il valore del guadagno, ottenuto con rinunce e grande abnegazione. Un testo da fare leggere, per sensibilizzare i comportamenti egoistici di parecchia gente, la quale, da per scontato tutto quanto venga preteso nella vita, senza comprenderne neanche il gusto e il sacrificio di ciò che a loro viene elargito, gratuitamente, a differenza del pubblicante. Purtroppo, si nasce sotto un unico cielo, ma non tutti, hanno uguali possibilità nel potere giungere all’agognata "vetta". C’est la viè!

Matilde Marcuzzo22 aprile 2018

un hit parade... poetica... un segno di un traguardo da raggiungere ...o forse solo il senso buono del poeta nel toccare un cuore. s.+f