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Introspezione 17 aprile 2018 · lettura 1 min · 1014 letture

Evasioni

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Antonio Terracciano 1000 poesie pubblicate
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Ammesso e pur concesso che non possa restar senza un pensiero quotidiano, lo spirito ha bisogno di distrarsi dallo scrivere sempre le poesie: ha l’impressione che le fantasie con le quali si trova a cimentarsi possano poi condurlo, piano piano, ad estraniarsi da realtà dei fatti; per non seguire strada dove matti si diventa, se un po’ si va lontano, allo spirito piace ribellarsi a quella tirannia del sentimento, mettersi sulla scia di un altro vento, dei calcoli aritmetici da farsi, di vista di spettacolo mondano, di concezione cinica del mondo.
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L'autore
Antonio Terracciano

Sono un ex insegnante di scuola media (di francese) , e vivo nella cittadina in cui sono nato (a quindici chilometri a nord-est di Napoli) . Da giovane scrissi un centinaio di poesie (quasi tutte adesso da buttare) in versi liberi (e qualcuna anche quasi ermetica) , ma poi, dopo un letargo poetico durato più di trent'

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Commenti (2)

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Antonio Guarracino17 aprile 2018

Bene ha fatto il poeta con queste considerazioni poetiche a dare alla poesia il merito centrale che le spetta nella sua vita e nello stesso tempo ad evitare che essa costituisca una specie di assuefazione e di straniamento inconsapevole da quella che è la realtà quotidiana. Che la poesia non diventi una malattia e che si scriva soltanto quando veramente c’è una genuina ispirazione. Per far questo dobbiamo prenderci dei periodi di pausa e dedicarci ad altre cose. Cosa che io faccio volentieri alternando periodi di stasi a periodi di più fervida e spontanea creatività. Un plauso va all’amico Terracciano.

carla vercelli17 aprile 2018

Credo che la riflessione del poeta Terracciano che sostiene bisogna distrarsi dallo scrivere poesie sia condivisibile... Ora bisogna vedere come: arrivare ad una "concezione cinica del mondo", mai... senz’altro però una visione più obiettiva, basta guardarsi in giro... Io mi distraggo non tanto dalla "tirannia del sentimento" che è anche piacevole, ma dall’esprimerlo per forza nella scrittura, facendo delle belle passeggiate in bicicletta, dipingendo, e leggendo altri libri che non siano di poesia e, soprattutto, vivendo... Ottima riflessione- introspezione. Molto apprezzata!