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Introspezione 28 aprile 2018 · lettura 1 min · 1146 letture

Sui miei (rari) sonetti

A
Antonio Terracciano 1000 poesie pubblicate
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Non è facile scrivere un sonetto, con le sue rime tutte quante a posto, e che metricamente sia perfetto, ma che non sia del fumo senza arrosto. Deve sforzarsi alquanto l’intelletto per evitare i versi ad ogni costo, per realizzare un valido progetto, dove un significato sia riposto. A me questo riesce solamente in qualche rara, singola occasione, se sgombra da problemi è la mia mente, quando non urge vivida passione, se vedo il mondo assai razionalmente, se faccio qualche fredda riflessione.
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Sento il dovere di precisare che ho cominciato a scrivere qualche modesto sonetto solo cinque o sei anni fa, invogliato dalla lettura nel sito di meravigliosi sonetti, soprattutto quelli di Lorenzo Crocetti e di Luciano Tarabella. In questa poesia ho espresso quello che io personalmente di solito provo quando mi dedico a questo nobilissimo genere poetico, ma immagino che probabilmente ciò non varrà per molti altri sonettisti.

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L'autore
Antonio Terracciano

Sono un ex insegnante di scuola media (di francese) , e vivo nella cittadina in cui sono nato (a quindici chilometri a nord-est di Napoli) . Da giovane scrissi un centinaio di poesie (quasi tutte adesso da buttare) in versi liberi (e qualcuna anche quasi ermetica) , ma poi, dopo un letargo poetico durato più di trent'

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lo sai quanto posso capire e questo è bellissim (Dorella Dignola)

apprezzatissima (Rasimaco)

almeno per me, dipende dalla \"penna\"...io inizio, (Rossi Alessio)

se poi lei collabora, sonetto sia! (Rossi Alessio)

Altrimenti chi lo sa... alle volte nemmeno io (Rossi Alessio)

Un caro saluto! (carla vercelli)

Di una chiarezza adamantina (Alberto De Matteis)

la considerazione dell’Autore (Alberto De Matteis)

Terracciano, un conto è contare le sillabe... (carla vercelli)

...un altro esserne ossessionati. (carla vercelli)

Commenti (3)

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Sara Acireale28 aprile 2018

Non è per niente facile scrivere un sonetto, ne ho scritto qualcuno (anch’io invogliata dalla lettura di sonetti scritti da bravi poeti) ma poi ho lasciato perdere perché tutto deve rimare bene e la metrica deve essere perfetta. Penso che ci proverò ancora e questo scritto dall’autore Terracciano lo trovo ottimo per quel poco che ne capisco.

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romeo cantoni29 aprile 2018

...Un caro saluto al Maestro dei Sonetti... Ma scriverne uno meno complicato e meno farraginoso ti è possibile? E poi quei due dittonghi nel nono verso come li conteggiamo? Sempre ossequioso e rispettoso mi inchino ed aspetto la lezione... e come mi scrisse l’altro Maestro del Sonetto vo’ a cercar di scrivere la solita "prosa verticale"...

carla vercelli29 aprile 2018

Sono d’accordo con lo squisito poeta e commentatore Antonio Terracciano che non è affatto facile scrivere un sonetto (qualcuno, pure caudato, l’ho scritto anch’io ultimamente...), ma non lasciarsi intimorire dai sonettisti è la prima cosa altrimenti ci scappa l’imprecisione (anche l’undicesimo verso, Maestro, a mio modo di vedere con la "è" accentata e lo iato di "mia" non è proprio di undici sillabe, a mio modo di vedere...). Salutando i Maestri del sonetto torno anch’io, come Cantoni, a fare la mia prosa verticale... Molto bella ed apprezzata! (Post- scriptum: Se Terracciano adottasse il verso libero le sue poesie, con le conoscenze che ha, non sarebbero solo belle, di più...)