Cammino notturno

Nel mio cammino notturno
pallido come la luna
come un battello verso l’aurora
scivolavo nel silenzio
acqua limpida di sera
quieta, come un germoglio
la tua voce è pura, chiara
svuotata dagli anni, dai volti scarnati
è il remo calmo, nella foresta nera
- sotto gli alberi che toccano il cielo -
su quei rami, spogli di vento, di tutto
io vidi dormire gli uccelli, li vidi sognare
e il cielo era più basso, più puro
sfiorava il mare, nel suo silenzio d’oro.
Ma sui rami, privi di foglie, io vidi
gli uccelli sognare, vidi i loro occhi
come lucciole nell’ombra, sentieri del silenzio
dove l’anima si unisce al sole,
io vidi, gli uccelli dormire, li vidi come le ombre
che nessuno può rubare, come i corpi nudi
lavati d’acqua dolce, che ti sembrano nuvole
che ti sembrano vascelli, stanchi
persi, nel più profondo dei mari.
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Commenti (1)
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Galante Arcangelo29 aprile 2018
Il testo rappresenta un’introspezione profonda, vertendo, l’intero messaggio nonché l’emblematico contenuto, su di una chiave esistenziale e, pertanto, pure emotiva. Difatti, sin dall’inizio dei primi versi, e già il titolo stesso, lasciano intendere un cammino fisico e mentale dell’anima, che segue il superamento delle oscurità e d’ogni sfaccettatura cromatica della vita, per nulla celate al cuore di chi ha intrapreso il percorso. Trovo peculiari le opere dell’autore, in quanto incisive su contenuti umanamente riconoscibili. !
