Mi fermo per un canto
Sposto i remoti fatti
sulla strada del nuovo vino,
assenti i sorrisi delle madri,
appianati i sentieri sconnessi
mi fermo per un canto.
Riposa il cuore, ma non tace,
balbetta nei versi più alti,
incontra e si scontra con la storia,
la storia, che è già nuova.
Ed il passato, dove lo metto?
Mi incammino verso Dio,
mi prendo il cuore in mano,
non posso vivere nel silenzio...
ogni uomo vuole, ogni uomo cerca.
Steso sulla terra guardo il cielo.
Lassù il possibile e l’impossibile,
a tutto devo pensare, come fa Dio,
prendo la forza per fare di me
uno spirito nuovo, nuova realtà:
paure, speranze e certezze... io canto.
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L'autore
Luigi Ederle
Sono un poeta modesto. Scrivo per passione, nato a Grezzana di Verona il 06 / 09 / 1945. Premiato una cinquantina di volte. Scrivo in dialetto, in lingua e mi piace molto l'Haiku. Ho scritto un manipolo di commedie in dialetto e una dozzina di testi per canzoni. Ringrazio il sito Scrivere che mi ospita da otto anni. Lu
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