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Amicizia 5 maggio 2018 · lettura 3 min · 1350 letture

Una mela marcia dentro la comitiva

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sergio garbellini 2777 poesie pubblicate
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“Non ti mando a far ... funghi per rispetto, perché non uso termini volgari, ma il tuo comportamento è assai scorretto, sai bene che mi devi quei denari! Però non vuoi parlarne e ti capisco, anch’io ci tengo tanto all’amicizia, dovresti essere tu con gentilezza, ma forse, non l’accenni per pigrizia! ” Così gli disse Marco a Filiberto, il quale gli rispose: “Mi dispiace, speravo non ne avresti più parlato, almeno potevamo stare in pace, in questo modo mi stai rinfacciando il prestito c’hai fatto ad un amico! ” Rispose Marco: “Vedo che la cosa l’hai presa come fossi tuo nemico! Il prestito ha l’aspetto di un piacere e come tale va restituito, invece tu l’hai già considerato un semplice regalo già acquisito! Da parte mia sono acconsenziente, ma mi risulta che in precedenza hai già truffato tutti i nostri amici che l’hanno giudicata malvivenza! Non si può stare in una comitiva e chiedere dei soldi a tutti quanti dicendo ch’era un prestito volante e che restituivi quei contanti! Ho già parlato con i nostri amici e m’hanno detto che la tua presenza non è gradita nella comitiva hai mosso in tutti troppa diffidenza! Perciò da oggi non puoi più contare su ventitre compagni d’avventura, ti serva di lezione, non si ruba in tasca degli amici, è da censura! Domani non venire a casa mia, persino Elisabetta che ti amava non vuole più vederti, non credeva che fossi un ladro, né l’immaginava! Ed hai rubato i soldi pure a lei, davvero ti dovresti vergognare, ti sto parlando a nome degli amici, il tuo contegno è sol da condannare! Neppure voglio stringerti la mano perché con quella tu hai derubato i tuoi amici che son stati onesti a credere in ciò che gli hai giurato! ” Gli sguardi s’incrociavano fra loro, ma proprio in quel momento Filiberto proruppe in pianto e disse sottovoce: “Te lo confesso qui, a cuore aperto, mi sono incaponito con il gioco, chiedevo i soldi a tutti per rifarmi, speravo sempre di restituirli, perdevo e non potevo più fermarmi! La colpa è mia, sono desolato, son stato preso dalla frenesia del gioco ed ogni volta ... delusione! Sembrava un’inguaribile follia! Da poco ho smesso, ma è troppo tardi! Vorrei soltanto che mi perdonaste, Elisabetta l’amo da morire, ho scelto le maniere più nefaste per farmi giudicare in malo modo! ” Aggiunse Marco: “Almeno tutto questo ti serva veramente per cambiare ... e farti ritornare un uomo onesto! ”
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NB.: I nomi dei personaggi e la vicenda suesposta sono frutto della mia fantasia, pertanto ogni riferimento a persone o cose, deve ritenersi del tutto casuale. In una comitiva il rispetto dell’amicizia deve essere la prima cosa per un quieto vivere, però è cosa naturale che fra tanti amici c’è sempre la mela marcia che non usa un comportamento corretto e questo danneggia tutta la comitiva, in questo caso si è trattato di un vizio di gioco, la ludopatia è dannosa per i giovani che ne restano schiavi sino a commettere azioni non degne di una persona onesta, come nel caso citato nella poesia.

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L'autore
sergio garbellini

Non sono un poeta classico, né sublime, scrivo liriche prosastiche riguardanti le vicende quotidiane, mi piace trattare argomenti inerenti alla vita in modo razionale ed in particolare parlare di donne. Ho scritto 6000 liriche, 60 libri, 7 poemi e moltissime canzoni. Scrivo dal 1947, dall’età di 12 anni, ma nel corso d

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