Incominciando quasi per gioco
Rosetta Sacchi
1894 poesie pubblicate
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Pareva sì una facile impresa
Incominciando quasi per gioco
Un tragitto che sapevo impervio
Titubante sul riguardo dei mezzi
Trattenuta da mille timori
Obbediente alla mente caparbia
Sapevo di andare avanti comunque
Trottando o al galoppo e saltando
Ostacoli o scansando le mine
Chi ha creduto che io potessi cadere
Ha ora lo sguardo dilatato nel vuoto
Eterno tempo d’attesa vivrà
Forse in tempi lontani e di poca fede
Ero un essere fragile ed indifeso
Rimanevo per ore nel buio d’una stanza
Masticando sofferenze e silenzi
Agognando una manna dal cielo
Risolutiva d’una cattiva sorte
So che perseverando si diventa più forti
Instancabili ed il ritmo aggiustando fino al traguardo
Andrò avanti scavando cunicoli per trovare la via
Mezza strada è un fallimento una perdita grave
E lascia nel cuore rimpianti rimugina su pentimenti
Zittire si può il pensiero confonderlo con le parole
Zelante la mente poi insiste cambiando il percorso e
Appare diversa la mappa più adatta alla forza e all’ingegno
Vedere che di frutti scarseggia l’impegno profuso
Impera talvolta d’invertire la rotta al prevaler della rabbia
Abbandonato l’istinto riappare l’antico progetto più chiaro
Valutare si possono i rischi analizzare i profitti
Aggiustare il tiro se un imprevisto fa fallire l’ intento
Lavorare con lena senza guardare l’orologio sul muro
Ma se non si è avvezzi alla dura fatica
E al primo scoglio s’abbandona un’idea
Grugnire e lagnarsi non dà soluzioni
Lasciare conviene sin dall’inizio e
Incompiuta l’opera non rimarrà nella storia
Ottenebrata a molti per la vergogna
Non ci sarà nulla da raccontare
Optando per la scelta più sbrigativa
Non fare azioni non porta ad errori
Contare le colpe più gravi men gravi
Omissioni volute oppure casuali
Mette le persone l’un contro l’altra
Invece restando ad osservare
Non s’incorre in alcuna condanna
Con allegria passano le ore ad oziare
Ignorando le fatiche di chi si prefigge una meta
Assaporando giornate di sole come quando
Ragazzi si correva nei prati
Entusiasti al pensiero d’un roseo futuro
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Rosetta Sacchi
"Gabbiani" - Vincenzo Cardarelli - Non so dove i gabbiani abbiano il nido, ove trovino pace. Io son come loro, in perpetuo volo. La vita la sfioro com’essi l’acqua ad acciuffare il cibo. E come forse anch’essi amo la quiete, la gran quiete marina, ma il mio destino è vivere balenando in burrasca. ^^^^^^^^^°
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...Semplicemente fantastico... (romeo cantoni)
f (Matilde Marcuzzo)
Commenti (1)
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Matilde Marcuzzo6 maggio 2018
trovo il testo molto particolare per stesura e tematica... chiusa da studiare e sulla quale meditare. s

