Sfinge

E sfinge quale sei
ti fermi sol di lato e la parvenza
non sembra dare spazio all’occorrenza
in questa situazione a nove dita
nel vano tentativo di istruire
la gatta col suo tempo da bandire
sul tavolo istruito con destrezza
facendolo sembrare una ricchezza.
E sfinge più di prima
ti adoperi a imitare il mio presente
con trucco ben studiato e come niente
ti affanni sopra il palco a recitare
la parte tanto attesa dell’imbroglio
dall’onda programmata sullo scoglio
con quella tracotanza e la ragione
si adegua a presentare il suo copione.
©
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