Quando posso

Quando posso
rido fino all’osso
mostrando il finto volto
del tutto disinvolto
nel salto dentro il fosso
e il suo pirata rosso
intento a rotolarsi
in mezzi ai panni sparsi
tra Marx e il mattino
col tardo biancospino.
Quando rido
non lo so se grido
mi muovo e vengo avanti
sul bordo degli istanti
per cui di te mi fido
caduto dal tuo nido
tra il fuoco e la catarsi
sapendo che cullarsi
tra Nietzsche e il burattino
riscopri il diavolino.
Quando grido
attendo e non mi fido
della tua sfinge muta
col velo e la cicuta
del principe felice
che il giorno benedice
e giusto per distrarsi
conviene incamminarsi
tra Budda e il nostro inferno
se giochi a far l’eterno.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!