L’aurora di un’infinita tenerezza
alias Marina Pacifici
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Non sento la lacrima greve della tristezza
nel silenzio commosso di ricordi
lungo il viale dei cipressi
in questo mattino di fine maggio lieve
tra il verde novello ed il sorriso sgargiante dei fiori
nei voli che le rondini intrecciano.
Le mie emozioni
dall’ombra del romanico campanile
nello specchio dei miei occhi
verso la luce di una nuova stagione si orientano.
Lo so che premuroso mi osservi da lassù
irraggiungibilmente lontano
nel mattino di rimpianto e vividezza.
Ed il tuo sguardo
di sconfinato amore e dolcezza mi segue ancora
e fra i capelli lo sento sempre
nel soffio gentile di vento
in struggente carezza...
E torna il tuo sorriso come allora,
Padre mio,
ad illuminarmi il cuore
nell’aurora di un’infinita tenerezza.
©
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