Strige
Con occhi di nube
mi inseguisti
nel mio cielo di fuoco
con la furia del tuo volo,
la tua fame rapace.
Oscure braccia
le tue ali avvinghiate
alla mia schiena
e gli artigli d’onice
infilati nelle mie scapole
per un attimo
ti sperai fenice
ma ti scoprii bestia feroce.
Mi catturasti
sui picchi del sogno
proprio quando i miei demoni
erano obliati
e i miei mostri antichi
apparentemente svaniti
risucchiati nell’utero notturno,
non mollasti la presa
e il tuo becco fu bisturi
sulle mie carni ferite.
Cominciai a sanguinare
odio e dolore, paura...
Credo poi fu la morte
per un tempo che parve indefinito
ma il cuore bianco dell’alba
come fiore si schiuse
sul mio corpo inerme
e un vento folle ti spazzò via
nel ventre freddo
di una vacuità improvvisa
mentre nuova pelle mi coprì
come magico involucro di luce.
Riposai nella culla
offerta dagli dei
alla mia rinascita
e Resurrezione divenne
il mio splendido nome.
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L'autore
Sabyr
Amo la poesia e l'arte...tutto ciò che esprime emozione...Mia nonna era poetessa e credo di avere ereditato da lei questa passione...Amo il mistero e tutto ciò che non è banale e scontato. Non amo parlare di me. Spero lo facciano le mie poesie...lì metto tutto quel che sono, la mia forza, la mia fragilità, i sogni, gli
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
molto bella questa poesia (Francesco Rossi)
Commenti (1)
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romeo cantoni27 maggio 2018
...Per sicurezza ho letto i tuoi versi, belli e magici, con in mano uno spicchio di aglio... che gli dèi ti siano propizi...