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Sociale 4 giugno 2018 · lettura 1 min · 3005 letture

Il cieco barbone

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adriana sini 128 poesie pubblicate
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Scrosciante la pioggia inonda la via e un brivido freddo disegna una scia sull’umida pelle del cieco viandante che lento trascina quel passo pesante Il cielo nemico coperto di nubi piangendo a dirotto affoga i profumi di questa stagione così altalenante che pare t’illuda e invero t’abbatte Neppure un ombrello ripara il suo corpo piegato in avanti avanza da morto E’ morto per Tizio che chiuso l’ufficio pregusta il ristoro d’un tetto e d’un bacio E’ morto per Caio che corre veloce, lo urta e nemmeno gli dice "Mi spiace" E’ morto persino per quel giovinetto che abbraccia l’amata da sul parapetto e poi le sussura con occhi ridenti "Mi piace la pioggia che ci tiene stretti" Il vecchio barbone col lercio cappotto silente s’appoggia cercando conforto a un muro imbrattato di tanti colori su cui è stato scritto "A morte i barboni"
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Chi è il vero cieco?

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L'autore
adriana sini

Autobiografia: che parola impegnativa! Penso di essere una delle tante donne cui piace mettere su carta i propri pensieri, tutto qua... non credo valgano molto e non ambisco ad alcun premio... Mi piace però l'idea che chiunque li leggerà proverà una qualche emozione, sia pur essa la mera curiosità di cercare altri mi

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Brava Adriana! (Franca Merighi)

!!!!!!!!!!!!!!!! (Gesuino Curreli)

Tanto, tanto ammirata! (Lara)

Commenti (1)

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Franca Merighi4 giugno 2018

I veri ciechi siamo noi, che non vediamo la sofferenza altrui, che passiamo indifferenti davanti a tanti, troppi, barboni, buttati là in un angolo sotto la pioggia, e se ne muore uno, nemmeno ce ne accorgiamo... Poi vorremmo che non ci fosse l’ingiustizia nel mondo, come sarebbe bello incominciare a fare qualcosa di concreto, adesso, subito!!! Ma la parola DOMANI... regna su di noi.