Vento di ponente
Francesco Cau
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Si alza il vento
forse cambia il tempo
piccoli mulinelli di foglie morte
ricordi brutti e belli
in balia della sorte.
Lento fruscio
monotono,
suadente...
mentre i ricordi
ritornano alla mente.
Un gatto nero, un coniglio,
un cane...
un bimbo che ci gioca
e tanta fame...
Il freddo che serpeggia
tra i vestiti,
un libro spaginato,
i fogli, le matite...
Il viso di mia madre,
ormai sbiadito,
in quel portaritratti
arrugginito...
lei che mi racconta le storie
del suo paese, delle vane glorie,
che costruiva
bambole di stoffa
per le mie sorelline di una volta
e recitava con dolcezza,
noi bambini gli davamo retta.
Con gli occhi attenti
stavamo ad ascoltarla
viaggiando in un mondo
migliore ed irreale.
Stretti, abbracciati,
tra cavalieri e dame,
dimenticavamo anche
di aver fame.
Ma, quando cera il vento maestrale
ci portava tutti al mare,
all’improvviso,
portava lontano le onde
ed il sorriso
fiorito nel nostro viso...
di bambini in paradiso
ora nel nostro cuore,
custodisco i ricordi,
custodisco tanto amore.
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