In viaggio sul treno della mia vita
Nel millenovecentotrentacinque,
il quattro maggio, giorno dell’uscita
dal ventre di mia madre son salito
sul treno misterioso della vita.
A Roma, il viaggio è stato interessante,
dapprima ho visto scene della guerra
che m’hanno scosso per la gran paura
ed ho capito che su questa Terra
bisogna sempre sopportar la vita
ed affrontarla in modo conveniente,
sennò diventa tutto complicato
e non si viene a capo più di niente!
Così man man ho preso conoscenza
di cose brutte e pure cose belle,
cercando di seguir la retta via
e rispettar gli anziani e le donzelle.
La vita che da giovani è sfrenata
da vecchi la si apprezza in modo serio,
perché con l’esperienza maturata
s’annulla tutto ciò ch’è deleterio.
Si vive di fatica e di lavoro,
si superano tanti sacrifici,
sperando in un futuro più sereno
coi giorni sempre splendidi e felici.
Ma dalla vita ho ricevuto poco ...,
pur dando il mio modesto contributo
svolgendo la mansione in un’azienda
per dare alla famiglia il mio aiuto.
Ciò che si fa però non conta niente,
perché alla fine, giunti sul traguardo,
veniamo condannati ingiustamente
dal solito destino ... ch’è beffardo!
Il viaggio è proseguito sino in fondo
godendo i miei figlioli dentro casa,
seguendoli nel corso degli studi
con la coscienza totalmente invasa
da mille impegni e drastiche apprensioni
per tutto il mondo che passava in fretta
davanti agli occhi con notizie varie
finite in fumo ... a mo’ di sigaretta.
Così la vita corre appresso al tempo,
ai giorni, ai mesi consumando gli anni
e sono giunto in cima alla salita
laddove ci son solo tanti affanni!
Il viaggio è terminato a cinquant’anni,
mi sono dedicato alla pensione,
godendo finalmente la mia vita
in libertà ... e senza condizione.
...E sono sceso ai piedi del Velino,
il monte della Marsica abruzzese,
qui per svernare, in modo genuino,
senza progetti e senza più pretese!
Nel corso di ben ottantatre anni
ho visto il mondo sempre pien di gente,
procedere di corsa per le strade
sospinti da una foga insofferente!
Adesso mi rimane poco tempo
davanti e non ho voglia di voltarmi
indietro a spolverare i miei ricordi
perché non voglio proprio rattristarmi!
Mi voglio solamente divertire
scrivendo tante e tante poesie,
perché soltanto loro sono state
il tàlamo d’immense fantasie!
Son pronto per stappare lo spumante
e celebrare altri compleanni,
sperando ce ne siano ... altri cento
da festeggiare senza più malanni!
©
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L'autore
sergio garbellini
Non sono un poeta classico, né sublime, scrivo liriche prosastiche riguardanti le vicende quotidiane, mi piace trattare argomenti inerenti alla vita in modo razionale ed in particolare parlare di donne. Ho scritto 6000 liriche, 60 libri, 7 poemi e moltissime canzoni. Scrivo dal 1947, dall’età di 12 anni, ma nel corso d
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Continua a deliziarci con le tue poesie... grazie (Sara Acireale)
...prosit e che sia un lungo e sereno percorso... (Lia)
Commenti (1)
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Augusto Cervo13 giugno 2018
Il poeta fa un excursus della sua esistestenza, ci parla della guerra vissuta da bambino, delle traversie della vita, della pace che ha trovato in Abruzzo ai piedi del Monte Velino, rifugio dal quale scrive le sue belle poesie, cercando di guardare più in avanti senza voltarsi troppo indietro, lasciandosi cullare dalla poesia fonte di gioia e divertimento. Molto apprezzata.
