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Introspezione 13 giugno 2018 · lettura 3 min · 1088 letture

In viaggio sul treno della mia vita

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sergio garbellini 2777 poesie pubblicate
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Nel millenovecentotrentacinque, il quattro maggio, giorno dell’uscita dal ventre di mia madre son salito sul treno misterioso della vita. A Roma, il viaggio è stato interessante, dapprima ho visto scene della guerra che m’hanno scosso per la gran paura ed ho capito che su questa Terra bisogna sempre sopportar la vita ed affrontarla in modo conveniente, sennò diventa tutto complicato e non si viene a capo più di niente! Così man man ho preso conoscenza di cose brutte e pure cose belle, cercando di seguir la retta via e rispettar gli anziani e le donzelle. La vita che da giovani è sfrenata da vecchi la si apprezza in modo serio, perché con l’esperienza maturata s’annulla tutto ciò ch’è deleterio. Si vive di fatica e di lavoro, si superano tanti sacrifici, sperando in un futuro più sereno coi giorni sempre splendidi e felici. Ma dalla vita ho ricevuto poco ..., pur dando il mio modesto contributo svolgendo la mansione in un’azienda per dare alla famiglia il mio aiuto. Ciò che si fa però non conta niente, perché alla fine, giunti sul traguardo, veniamo condannati ingiustamente dal solito destino ... ch’è beffardo! Il viaggio è proseguito sino in fondo godendo i miei figlioli dentro casa, seguendoli nel corso degli studi con la coscienza totalmente invasa da mille impegni e drastiche apprensioni per tutto il mondo che passava in fretta davanti agli occhi con notizie varie finite in fumo ... a mo’ di sigaretta. Così la vita corre appresso al tempo, ai giorni, ai mesi consumando gli anni e sono giunto in cima alla salita laddove ci son solo tanti affanni! Il viaggio è terminato a cinquant’anni, mi sono dedicato alla pensione, godendo finalmente la mia vita in libertà ... e senza condizione. ...E sono sceso ai piedi del Velino, il monte della Marsica abruzzese, qui per svernare, in modo genuino, senza progetti e senza più pretese! Nel corso di ben ottantatre anni ho visto il mondo sempre pien di gente, procedere di corsa per le strade sospinti da una foga insofferente! Adesso mi rimane poco tempo davanti e non ho voglia di voltarmi indietro a spolverare i miei ricordi perché non voglio proprio rattristarmi! Mi voglio solamente divertire scrivendo tante e tante poesie, perché soltanto loro sono state il tàlamo d’immense fantasie! Son pronto per stappare lo spumante e celebrare altri compleanni, sperando ce ne siano ... altri cento da festeggiare senza più malanni!
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La vita, la nostra vita, una commedia sul grande palcoscenico del mondo, oppure un sogno vissuto sino alla fine di cui poi non resterà più nulla? Il mistero che ha assillato per secoli il mondo continua imperterrito a confondere gli studi degli esseri umani sul resoconto e sul perché della vita umana. In questa autobiografia ho voluto solo raccontare qualcosa che ha mosso la mia curiosità riguardo al passato ed al futuro da vecchio pensionato.

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L'autore
sergio garbellini

Non sono un poeta classico, né sublime, scrivo liriche prosastiche riguardanti le vicende quotidiane, mi piace trattare argomenti inerenti alla vita in modo razionale ed in particolare parlare di donne. Ho scritto 6000 liriche, 60 libri, 7 poemi e moltissime canzoni. Scrivo dal 1947, dall’età di 12 anni, ma nel corso d

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Continua a deliziarci con le tue poesie... grazie (Sara Acireale)

...prosit e che sia un lungo e sereno percorso... (Lia)

Commenti (1)

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Augusto Cervo13 giugno 2018

Il poeta fa un excursus della sua esistestenza, ci parla della guerra vissuta da bambino, delle traversie della vita, della pace che ha trovato in Abruzzo ai piedi del Monte Velino, rifugio dal quale scrive le sue belle poesie, cercando di guardare più in avanti senza voltarsi troppo indietro, lasciandosi cullare dalla poesia fonte di gioia e divertimento. Molto apprezzata.