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Sociale 14 giugno 2018 · lettura 2 min · 1166 letture

Il rimpianto di un povero diavolo

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sergio garbellini 2777 poesie pubblicate
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Mi porto dietro da parecchi anni: un ulcera, la sciatica e l’artrosi e poi ci sono ancor tanti malanni ..., citarli non si può, son numerosi! Ma l’invalidità non me la danno, il medico, alla visita, m’ha detto: “I soldi non ci son, siamo in affanno, perché vi alzate? Ritornate a letto, almeno non soffrite pei dolori! ” Insomma un poveretto ch’è malato non ha diritto, in base a dei valori, venire poi dall’INPS remunerato? Io vivo con seicento euro al mese, se ci togliamo il costo dell’affitto, la luce, il gas e tutte l’altre spese ... mi tocca andare sempre al cassonetto per rimediar qualcosa da mangiare! Che vita! Ho lavorato quarant’anni con i privati che col loro fare ... m’hanno pagato con i disinganni, infatti i contributi stanno a zero, mi sono accorto tardi della truffa e quando sono andato a reclamare, mi han colpito in testa nella zuffa! Non posso certo metter l’avvocato per fargli la vertenza sindacale, mi son rivolto allora al Patronato, però non ho la prova razionale ..., in quanto mi pagavan sempre in nero! Adesso sembro proprio un accattone! Nessun che abbia il minimo pensiero di sostenermi in questa situazione! Lor quando sei sul carro dei potenti la gente è sempre pronta ad un saluto, ma quando tiri avanti a suon di stenti nessuno corre mai a darti aiuto! Un vecchio se non ha il conto in banca, oppure una pensione consistente, vivacchia con gli avanzi e spesso arranca, per una vita alquanto sofferente! Il mondo appartiene agli egoisti ed ai potenti schiavi del denaro ..., per gli altri ci son solo giorni tristi e si faranno sempre il sangue amaro!
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Ci sono persone che pur avendo lavorato tanti anni della vita si ritrovano a vivere gli ultimi anni senza avere una adeguata pensione a causa della mancanza di contributi non versati in precedenza. Molte sono quelle persone che hanno lavorato onestamente senza mai verificare i proprio tornaconti in seno alla Previdenza Sociale, restando alla fine con un palmo di mosche in mano, ed ora vivono ai margini della società stessa. E’ bene quindi andare a verificare i propri interessi e non fidarsi troppo dei datori di lavoro che fanno i loro in modo alquanto positivo.

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L'autore
sergio garbellini

Non sono un poeta classico, né sublime, scrivo liriche prosastiche riguardanti le vicende quotidiane, mi piace trattare argomenti inerenti alla vita in modo razionale ed in particolare parlare di donne. Ho scritto 6000 liriche, 60 libri, 7 poemi e moltissime canzoni. Scrivo dal 1947, dall’età di 12 anni, ma nel corso d

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Commenti (1)

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Laura Sensoli14 giugno 2018

La verità delle tue parole arriva dritta al cuore. In che mondo stiamo? Difficile per i sensibili rapportarsi in questa epoca come è difficile per alcune persone sopravvivere. Condivido in tutto!