Parvenze di luce
Salvatore Testa
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Or che il tuo trapasso
ha lasciato il tempo,
non permea il destino
dentro la ragione.
Vuoti e silenzi
nel loro ondoso lento
conducono inverso un mare
rubando la spuma
alle sue rive.
Non odo consueto il rumore
né l’odor lontano
della salsedine stanca.
Così l’onda tua m’abbandona,
e oltrepassa quell’infinito caro
ove sogni aspersi fluttuano
alla deriva e senza tempo.
Dal tuo vissuto
parvenze di luce
inducono cieli pensanti
a somiglianze terrene.
©
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