Dal dentista
Giovanni Perri
487 poesie pubblicate
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le cose stavano così: c’erano quelli con un’intelligenza da verificare,
saliti i colli alti degli amboni uscivano con pascoli argomenti
una propria geniale ‘veritas’ tutta urinata in scritture di respingimenti e flutti:
-per il bene comune, s’intende, e avevano bambini alla mano;
non v’era pia interiorità non buia corrente che confluisse o solo imboccasse
una qualunque strada sotto il mare; non un amore scombinato, un freddo ai piedi,
uno schizzo di sangue nel semaforo donde venivano i miei precipizi
di tristezze cadute nel qualunque dolore: i bambini,
che abbiamo così tanta cura di spiegargli il battito del sole sulla terra,
le leggi del povero cristo seppellito dalla pioggia,
le attese che non passano mai, come questa, tenuta stretta in bocca.
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L'autore
Giovanni Perri
Il lettore deve sapere, leggendomi (leggendo questa non-biografia dalla quale estrapolo che nasco a Napoli e ci vivo col pregio d’arricchirmene fino a smarrirla) che un po' della mia poetica (ammesso che sia tale) risponde al desiderio, non del tutto cosciente, d'allargare il mio ipotetico dolore, la mia svagata gioia
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
...un dire tanto e magnificamente... (Lia)
Commenti (1)
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Elena Poldan15 giugno 2018
PSA (persone altamente sensibili), creativi, artisti ppure: depressi, asociali, "apatici"... il mondo si divertirà ad appellarci in ogni modo possibile, perché non comprende, nn può "un amore scombinato, un freddo ai piedi, uno schizzo di sangue nel semaforo donde venivano i miei precipizi di tristezze cadute nel qualunque dolore..."

