’O cuncorzo e ‘o nnapulitano

Ho vissuto la mia infanzia, la mia adolescenza, e parte della mia gioventù, represso ed appartato. Poi circostanze favorevoli sopravvenute e soprattutto un grande desiderio di amore hanno stappato la bottiglia ed è venuta fuori con la spuma frizzante la mia gioia di vivere con gli altri, la mia musica, la mia poesia,
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Il suono del dialetto napoletano è molto bello, (Sara Acireale)
melodioso ma per scriverlo bene, bisogna studiare (Sara Acireale)
Poeta (Sara Acireale)
Commenti (1)
Ho letto con vero piacere questo sonetto un po’ anomalo, perché tratta chiaramente un argomento che conosco bene: la grande difficoltà di scrittura del dialetto napoletano. Solo attraverso letture di alcuni poeti classici e la consultazione di libri e di vocabolari (come ho fatto artigianalmente io) o, meglio, con la frequentazione di un corso (come ha fatto l’autore di questo lavoro) si può sperare di scrivere in modo corretto il dialetto, pur, forse, senza mai avere la certezza di non commettere errori. Basterebbe una minima défaillance (come non raddoppiare, ad esempio, la "n" nella parola "napulitano" del titolo) per far crollare tutto il delicato poetico castello di parole!
