La danza del cigno
Francesco Cau
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Immagini da sogno
nel momento della
copula amorosa,
di questo uccello
che convolando si posa
osando ripetutamente
perché l’amore eminente.
d’un lago d’acque calme,
lui principe delle brame,
taglia silente l’onda e avanza
con le sue larghe palme.
Bianca e lieve
è la peluria al fianco, come neve
al sole che la scioglie nell’aprile
al primo tepore.
Con l’ala ferma e opaca;
al vento trepida,
naviga e va come un veliero antico:
erge il bel collo candido, l’affonda
voluttuoso in acqua, lo protende
disteso a fior dell’onde, o il nero becco
nel bianco petto immacolato immerge.
Estasi infinita
il suo canto per dare nuova vita,
In un’estate già vista.
E come risorto dalle ceneri
forte come un Dio del lago
intonando un rito vago
e conquistando la sua cigna
per una prole benigna.
Si ripete ogni giorno
fino alla fine del mondo
sempre orgoglioso
di essere sposo
senza mai riposo,
per vedere il primo uovo.
©
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Francesco Cau
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