Il cuore ovale
Giorgia Spurio
671 poesie pubblicate
+ Segui

Il cuore stringe il fegato al mondo
dove le tracce del sangue ha la neve
tra il suo pelo bianco, ispido
dove il latte è custodito dal branco.
E il bambino del silenzio
le stringe le dita, mignolo
alla sorella del mare
- donna che richiama la foresta
nascosta tra architetture e nuvole
tra i seni delle acque e gli spigoli dei muscoli –
E frettolosi i polmoni odorano
il profumo di petali che hanno
le rocce, pietre che nascono
dal dolore del bambino muto.
Si seguono, si prendono, si custodiscono
come odore lunare
- non sarà mai lupo
ma suono di musica
ululati che del dio del sonno
risveglia il cielo e la grandine,
come dèi indispettiti
e invidie che hanno le bocche
non delle dèe ma delle cucciole di farfalla
che abitano i fiori -.
Non sono tamburi, sono dita
polpastrelli tra l’aria
del vento che sfiora i volti
delle maschere,
mille e mille ancora di stelle
con il volto dipinto di bianco,
mille e mille ancora di soli
con il volto dipinto di nero.
Non ha artigli la notte
ma stride i denti e accartoccia
il corpo in un telo nero,
lì nasconde il suo cuore
regalato alle ossa della terra,
si dona al mondo, alle sue vene
e alle sue arterie, mille scie blu
sulla limpida pelle.
Lì nasconde gli artigli, la notte,
e piano luccica, lieve
dando come “Il Ritratto Ovale”
la vita in un ultimo Si.
🌐
Pubblicata con licenza Creative Commons: puoi condividerla e ripubblicarla citando l’autore e la fonte.
L'autore
Giorgia Spurio
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!
