Rughe come solchi
Salvo Scamporrino
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Rughe profonde,
come solchi d’arida terra
sotto sole cocente,
trasudano sudore:
sopito all’ombra del gelso,
attendi il tramonto.
Pallido riflesso
d’arancio sul viso, il cuore
ricolmo di silenzio
che narra cicatrici,
abituato al silenzio
che sa ascoltare la quiete.
Campagnolo vetusto,
saggio d’antica scorza
dalle braccia ramose,
sorridi al virgulto
e scansi le vuote parole
per non ferirti l’anima.
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L'autore
Salvo Scamporrino
Nato in terra di Sicilia nel 1960, scrivo solo per passione e per comunicare ciò che sento o percepisco. Ogni idea o sentimento che viene esternato in qualsiasi forma va sempre accettato per quello che è. Criticare e giudicare è soltanto un punto di vista. Con questo spirito bisogna leggere e SCRIVERE.
Commenti (1)
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Stefana Pieretti17 giugno 2018
vita di campagna vita di lavoro e fatica uomini dal viso vissuto ma dal cuore tenero che sa ascoltare il silenzio della natura. apprezzata poesia!

