Medusa

Sei stata la medusa del mio cuore
piccola serpentella del dolore
che penetrando come fa l’aurora
mi porti quella luce che colora
le mie giornate vuote alla frontiera
di questa mente sorda prigioniera
dei tuoi trascorsi dati alla magia
tracciati da una strana fantasia.
Sei stata la medusa della noia
vanesia coi capelli tuoi di boia
che giochicchiava con la mia paura
sapendo intavolare la iattura
in quelle notti bianche di stearina
bordate di carogne la mattina
felice di potermi incasinare
con questo assurdo impiastricciato amare.
©
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