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Impressioni 23 giugno 2018 · lettura 4 min · 518 letture

Idillio mediterraneo

Massimiliano Zaino 1199 poesie pubblicate
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Il màr è irato, e urla rabbioso, e grida, invòca la Tempesta che divora le prue d’in su’ gli scogli ove sorge Ilio, le pietre urlanti di nebbie di fuoco, di cènere e furòr, mare crudèl!... Tirèsia lo diceva; e presagiva di Nettuno la Furia svergognata... Tirèsia maledisse... e il Fato eterno lo decretò. Il màr è irato, rabbioso come un lupo, mare fatàl. Io... ràpsodo romàntico su’ greche terre ora immaginate e un po’ ghermite con un abbraccio, cosa ti dico? mia onda... mia ombra, e Vita?... Odi il Sòl dell’Estate che singhiozza l’acque bevendo... odi il màr, questo màr... queste onde d’una spiaggia, odi Odìsseo che ritorna a Ítaca, odi nel meriggio il stormìr de’ i gabbiani, il canto delle ròndini perdute, l’Ècate che ritarda co’ il suo fàscino di tènebra; odi, o cuòr, gli inavverati Sogni che insieme a’ la salsèdine garèggiano per le scogliere d’ogni àvida Notte... garèggiano bramàndosi, garèggiano saltando tra il sale e il fiele di sguardi perduti... di sguardi quai d’amanti, di sguardi e di dolòr... gli sguardi di un’Ondina che dall’acqua fa mostra solo degli occhi che sussùrrano i caldi baci che dall’imberbe pescatòr vorrìa sopra il suo seno... ignudo seno di spoglio cuore. No! Non bere, mia Vita, questo loto, loto d’Egitto che l’ignuda donna ne coglie per drogàr le ciglia sue e delle danzatrici... oh... sacre danzatrici del Nilo dove scòrrono le tombe dei Re! No! non mangiàr questo pètalo folle che si piace a inebrïàr la mente che non pensa, che non prega... loto fatàl!... Loto di Sogni!... Infatti, il Genio dell’Estate, da Ade precedente risorto, Dea Prosèrpina che i mistèrici riti dell’Aprile ancor presenzia e fecondò di germogli e nuove nàscite, è forse il primo Sogno, la più cara parvenza, la qual qui or suggerisce che il Sole più non v’è... che l’han rapito i voli dell’Arpie... che non v’è mare, né steli, né vïole, né altri fiori... che è sempre inverno, che Odìsseo non ritorna a’ la sua Patria, che l’Orco trattïene la fanciulla impäurita della Primavera... che Atene e Sparta rovinosi rami spogli e bruciati di fuoco e di guerra al vento èrgono ansanti di massacri... Alle Termòpili or trecento Sogni pugnàrono... trecento Sogni andàrono a Morte... negli Inferi... i Sogni miei!... La Vita, allora - così io canto all’arpa a Saffo appartenuta sull’Egèo - è un ditiràmbo... un epigràmma fùnebre che canta urlando su’ il tèrmine d’un Sogno che soffiava liberamente nella Notta, prima che sovvenisse l’alba con le rosee dita assassine d’ogni sognato sguardo, e d’ogni senso, oltre il quale non v’è nulla, siccome il mare che oltre i bei lìmiti di Ercole s’acquieta e muòr. Odìsseo sa, Odìsseo ben conosce: quel loto afrodisìäco d’onìrici àttimi da Érato avvolti e convulsi e che ei inghiotte con il pane... il Sogno! il Sogno!... non può èssere varcato oltre i confini. Infatti, per colui che non vuòl Sogni e per colòr che vògliono avveràrli ha preparata Iddio òrrida Tempesta... Un’Anima che non sogna mai è un’Anima d’Inferno!
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L'autore
Massimiliano Zaino

Saluti a tutti i lettori e a tutte le lettrici. Sono nato nell'agosto del 1988. Già dai primi anni di scuola ho sviluppato una vocazione per le materie umanistiche... vocazione questa che è impetuosamente esplosa nell'ultimo anno della Terza Media e nel primo anno di Ginnasio del Liceo Classico. Appassionato di Stori

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