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Questa pagina ha una colonna sonora scelta da alias Marina Pacifici
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Introspezione 24 giugno 2018 · lettura 1 min · 676 letture

Terra d’Umbria

alias Marina Pacifici 656 poesie pubblicate
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Colline di ulivi a distesa e un ridente borgo arroccato sul belvedere accanto al convento di San Martino. Le vie accoglienti, balconi di rossi gerani in fiore, e una piazza all’ombra della torre civica dove si posa il primo sole del mattino. Il benvenuto dei miei cari nella dimora antica, la tavola imbandita con la tovaglia di fiandra ed una gioia fanciullesca. Il sollievo del racconto, occhi attenti e premurosi nell’ascolto. L’impressione serena di essere tornata a casa, fra la mia gente, nella mia contrada, nel bacio notturno dell’Appennino dalla brezza fresca. La campane del Duomo di Sant’Emiliano a festa e a distesa la voce delle altre nella vallata. Nella solitaria dolcezza delle mie sere questo nel cuore bambino, - la mano protesa della memoria che mi ha salvata- oltre al tuo abbraccio, padre mio, miraggio, anelito o sogno soave, dopo anni come una carezza struggente nell’anima ancora mi resta.
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"Ma da quel nido, rondini tardive, tutti tutti migrammo un giorno nero. Io, la mia patria or è dove si vive, gli altri son poco lungi in cimitero". ("Romagna" G. Pascoli)

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alias Marina Pacifici
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Suggestiva e di grande impatto. Fascinazione! (numerouno)

Commenti (1)

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Salvatore Pintus24 giugno 2018

Racconto comunicativo, realizzato attraverso l’utilizzo di parole evocative, e verseggiare ampio, sì da dare ariosità alla poesia. Molto bello l’uso del ricordo personale come omaggio a una terra familiare.