Terra d’Umbria
alias Marina Pacifici
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Colline di ulivi a distesa
e un ridente borgo arroccato sul belvedere
accanto al convento di San Martino.
Le vie accoglienti, balconi di rossi gerani in fiore,
e una piazza all’ombra della torre civica
dove si posa il primo sole del mattino.
Il benvenuto dei miei cari
nella dimora antica,
la tavola imbandita con la tovaglia di fiandra
ed una gioia fanciullesca.
Il sollievo del racconto, occhi attenti e premurosi nell’ascolto.
L’impressione serena di essere tornata a casa,
fra la mia gente, nella mia contrada,
nel bacio notturno dell’Appennino dalla brezza fresca.
La campane del Duomo di Sant’Emiliano a festa
e a distesa la voce delle altre nella vallata.
Nella solitaria dolcezza delle mie sere
questo nel cuore bambino,
- la mano protesa della memoria che mi ha salvata-
oltre al tuo abbraccio,
padre mio,
miraggio, anelito o sogno soave,
dopo anni come una carezza
struggente nell’anima ancora mi resta.
©
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L'autore
alias Marina Pacifici
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Suggestiva e di grande impatto. Fascinazione! (numerouno)
Commenti (1)
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Salvatore Pintus24 giugno 2018
Racconto comunicativo, realizzato attraverso l’utilizzo di parole evocative, e verseggiare ampio, sì da dare ariosità alla poesia. Molto bello l’uso del ricordo personale come omaggio a una terra familiare.

