Il glicine
Rosetta Sacchi
1894 poesie pubblicate
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Lo scuotere del capo al ritmo d’una nenia
dà voce al tintinnio ai lobi d’un riflesso
Fili d’oro scendono irregolari al viso
tenuti saldi insieme. Un chiodo chiameresti
oppure vite quel punto che al centro li sostiene
Penzola il glicine fuori del cancello e con la lieve brezza
l’odore inebria il viale. E giungerebbe all’uscio della mia casa
_sola in cima_rossa nell’aria che si fa chiara, assieme al miagolio
che oltre l’angolo scompare col suono delicato d’una campanella
_ un nastro viola al maculato collo_
ma il glicine sbiadisce alla stilla che svelta inumidisce il foglio
E tu distratta da nuvole che corrono nel cielo escogiti un riparo
da mille gocce _ un suono che varia_ sul cartone
la panca il viale cosparso di fogliame,
o un barattolo di latta gettato sul ciglio della strada
©
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L'autore
Rosetta Sacchi
"Gabbiani" - Vincenzo Cardarelli - Non so dove i gabbiani abbiano il nido, ove trovino pace. Io son come loro, in perpetuo volo. La vita la sfioro com’essi l’acqua ad acciuffare il cibo. E come forse anch’essi amo la quiete, la gran quiete marina, ma il mio destino è vivere balenando in burrasca. ^^^^^^^^^°
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