Come violini appesi al cielo
(canto solitario di una illusione perduta)
Mille respiri
dispersi
nel vento,
travolte emozioni,
sconquassate speranze
di nuovi diluvi
in attimi attesi...
Non voglio
associarmi
a facili imprese:
datemi forza e virtù
per scongiurare pericoli
e conquistare cuori,
anime perdute
in silenzi profondi...
Adesso
è ora:
vivrò di ricordi
e sogni bagnati,
vetuste ricchezze
di tempi fermatisi
in blocchi di ghiaccio
a sedimentare...
Ricorderò
ancora
mani che sfioravano
pelli rabbrividite
per un coraggio osato
ma tenuto nascosto
per anni e anni...
Le tue labbra
non erano sincere
se adesso
avvizziscono rabbie,
scolpite idee
in momenti di follia perversa...
E ci saranno parole
che gioveranno a cuori impauriti
ma la nebbia delle ore
si impossesserà di nuovo
di caldi tormenti...
Passeranno
giorni squallidi
con pozzanghere di melma
a inquinare pensieri
che ballano
ritmi violenti
con passo frenetico...
Io starò qui
ad attendere
che il tempo si compia,
senza alcuna speranza,
senza tramonti di fuoco
che illuminano
le mie chimere...
©
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L'autore
La Forgia Leonardo
Nasce a Molfetta (BA) il 20 Giugno 1955. Dopo essersi diplomato al liceo classico della stessa città, ha continuato gli studi nell'Università di Bologna studiando Chimica. Appassionato di letteratura, poesia, fotografia, ha partecipato a mostre fotografiche, allestendone personalmente alcune per diversi anni, elaborand
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