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Riflessioni 30 giugno 2018 · lettura 1 min · 1028 letture

Porti chiusi

alias Marina Pacifici 656 poesie pubblicate
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Da culla del Rinascimento e giardino del diritto a landa deserta dell’imbarbarimento di massa. E poco importa se il ruggito della burrasca ingoia altri disperati in balìa delle onde su uno scafo di legno nudo simbolo di un’anonima Croce. Sorde le orecchie e murate le coscienze. L’ennesimo naufragio sommerge e sconquassa la vita e la dignità di uomini senza terra né voce. Si blinda il cuore e si chiude anche l’ultimo porto. Si nega una preghiera o una lacrima di pietà ad un bambino riverso sulla battigia, morto. Tacciono d’incredulità e sconcerto angeli del cielo e campane. Ogni barbaro a coltivare meschinamente il proprio orto. L’indifferenza fagocita coscienze asservite. Dimenticate i campanili e lasciate le chiese al silenzio delle ombre... Qui Cristo non è più risorto.
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alias Marina Pacifici
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Le sensazioni lasciate dai lettori.

Molto bella e ricca di Synpathos! (numerouno)

Sensibile e vera la tua anima (Lara)

Cristo non può risorgere in mezzo a tanta (Sara Acireale)

cattiveria. Sinceramente piaciuta (Sara Acireale)
hai ragione Marina, restiamo umani, (Paola Riccio)

Commenti (3)

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Salvatore Pintus30 giugno 2018

Si parla di un morbo che rende il nostro paese diversamente libero e molto attento al proprio egoistico orto. Sembra questa la nuova tendenza; politica estera d’accatto ed eroici furori contro il debole e l’indifeso. E’ questo il nuovo che avanza? Benvenuti nel paese dei barbari.

L
Lara30 giugno 2018

Il cielo si è fatto pesante sopra noi che ancora crediamo d’essere tutti fratelli e che la povertà è uguale per tutti gli esseri umani. Parole condivise dalla prima all’ultima.

r
romeo cantoni15 luglio 2018

...Ciò che rende più orrendo il comportamente meschino della coltivazione del proprio orto è il fatto che questi coltivatori, poi, vanno a Messa allegramente la Domenica...