Svelarsi
Era una sensazione di sottofondo,
un rumore indistinto sullo sfondo
grave come il suono di un fagotto
nella melodia di un’orchestra immaginata.
Un rumore silenzioso,
insieme prorompente ma armonioso
che varcava il confine del cuore
in un coacervo di emozioni,
pensieri ed opinioni.
Ma era anche un turbamento della sera,
quel silenzio d’atmosfera
che, al contrario del rumore,
tacitava ogni brusio sommesso ed interiore.
Si alternava spesso a quel rumore silenzioso
conscio, allegro o capzioso
ma così difficile da decifrare,
propenso spesso a prevalere
sulle ragioni aggrovigliate della mente.
Aspettava impaziente di esser identificato
e in uno spazio temporale collocato
quel rumore silenzioso
e nel silenzio ... rumoroso.
Quando le due anime smarrite
hanno d’un tratto quel rumore e quel silenzio smascherato,
un’attrazione reciprocamente corrisposta
ha coniugato ragione e sentimento
fuso e confuso rumore ed assenso.
Era la forza dell’amore
quel sentore di rumore,
era amore
anche il silenzio e il suo tremore
che, disvelato alle coscienze,
coniugava le reciproche esigenze.
E così, sul fare tardo della notte,
susseguito all’ultimo riverbero che inghiotte,
si fondevano anelanti
i rumori e i silenzi dei due amanti.
E l’io silenziosamente rumoroso
col tu rumorosamente silenzioso,
indispensabili come due opposti,
intraprendevano un lungo cammino mano nella mano
con l’amore a far loro da guardiano.
©
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