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Impressioni 4 luglio 2018 · lettura 4 min · 538 letture

Idillio di un Riposo dell’Estate

Massimiliano Zaino 1199 poesie pubblicate
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Lenta riposa l’Estate, riposa la Tempesta che sento tra le sabbie d’una spiaggia, riposa la mitezza del venticello estivo che si stenta a soffiare, riposa il mio ruggente cuore di pietra che del Sole urlante brïosamente si beffa dall’alba, roseo adamante, al fuoco del Crepùscolo; riposa la Natura che ora attende sotto i miei occhi il biondeggiàr delle spighe d’oro, e le fermentate e dolci posse dell’uve di montagna che pe’ i tini inclìnano i bei Sogni spumeggianti... riposa il ruscelletto che mi bagna i piedi sopra le impronte volanti degli aïroni che gràcchiano ai rami de’ i càrpini degli stagni, riposa l’ametìsta degli ìris per le ripe arse dal giorno, riposa la tifa che quando ero piccìn con la mia mamma andavo a cògliere ivi allegramente chiamàndola la "Rompi- testa"... e dorme, riposa la stradìna campagnola che le cascine lambisce e l’Agogna con i suoi boschi ombreggianti ove ieri ho scorsa una fuggente volpe e i suoi denti... riposa la piova di sera che invano annera le nubi, riposa il ciliegio spogliato de’ i suoi frutti di rosso sangue... riposa ansimando il noce delle Streghe e delle Villi che si prepara al suo trionfante Autunno quando a mille garèggiano per prèndergli i suoi legnosi stami, buoni avvolti in miele di castagno e dianzi a un’Ebe che sa versare il vinello migliore... riposa il mio nocciuòlo che rinasce a stento dopo un anno di penuria, ripòsan l’ànatra e i suoi bei pulcini che natanti trascòrrono i meriggi soleggianti, riposa il mormorìo delle ròndini in festa e il cinguettàr de’ i pettirossi solitari, e il vacuo che dal ramo si estende in giù, al torrente, che il martìn- pescatore ne fia solito usare per lanciarsi in vêr la preda a divoràrla tutta, ahi vòl crudele!... ripòsano ricovèrti di fiori e d’erbe e di ghirlande naturali quei che sovente io sogno i campi bruti delle battaglie antiche nell’attesa, forse, che giunga un nuovo Àttila, un nuovo Vàndalo a farmi assaggiare i suoi bruschi vini di Vita nella blasfemìa d’un inno sacro a Wòtan, nella prece cristiana e pia a una Madonna di pieve... Riposa la cappelletta campestre in sul crocicchio lìbero dal guardo della pece funesta de’ i catrami arditi, e lì riposa al mio occhio trèmulo una dipinta Croce con le rose secche dei vecchi fedeli defunti... Riposa ovunque l’Eterno, la Vita, il Cosmo sì selvaggio con le stelle selvàtiche che si divèrton molto a nàscere e a morire e poi a iscoppiàr... fors’anche Iddio dell’Estate si giova a posare le guance sul cuscino caldo del Sole, disgustato ancora da questa schiatta nostra indemoniata... riposa il Tutto, l’Infinito... il mare. Ma solo il mio riposo è fatto tale per cui è interrotto da ansie inavveràbili che chiamo Sogni... e tai Sogni mi tormèntano: sono come gli stormi di zanzare che pungendo una vena che è ferita danno un po’ di sollievo, anche se il sangue che pòrtano via con sè non c’è più.
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L'autore
Massimiliano Zaino

Saluti a tutti i lettori e a tutte le lettrici. Sono nato nell'agosto del 1988. Già dai primi anni di scuola ho sviluppato una vocazione per le materie umanistiche... vocazione questa che è impetuosamente esplosa nell'ultimo anno della Terza Media e nel primo anno di Ginnasio del Liceo Classico. Appassionato di Stori

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