Dalle parole al silenzio

Sovente è il mio
pensar nel perché la scuola
dell’obbligo non si gioisce, si è
delegittimata anno dopo anno e
non si capisce; sembra il morbo
di parkinson con i suoi tremori,
come venirne fuori?
Quel dibattito
pubblico ciclicamente torna
ad alimentare, il destino sempre
dell’istruzione; una società che
non ha più punti di riferimento,
destabilizza la vita dei ragazzi
del momento.
La sfera della
politica è tra luci e tante ombre,
passa sempre e solo inosservata
non pagando pesante; quest’ultimi
li fanno cedere alla gloria di quella
mediocrità, alcuni si idolatrano
di questa realtà.
Gli insegnanti
alle parole preferiscono solo
il silenzio dei vinti, una guerra che
sanno di non poter loro mai vincere;
sono debilitati dalle troppe batoste,
non hanno più quella voglia ne la
forza di combattere.
Se il docente non è
più attento, come si può avere un
buon insegnamento; la preparazione
nel suo complesso, degrada la società
contemporanea al paradosso; può solo
influenzare i nostri ragazzi, il risultato
è sotto i nostri occhi.
Quell’efficace
dell’insegnamento si è turbato e ha
ceduto il passo, alla disuguaglianza
sociale che è un paradosso; i disagi e
le violenze in crescita di bullismo su i
ragazzi, cresce la paura dei genitori
per questi fatti.
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