L’Avidità dell’Uomo

Nell’avidità di accumulare potere e ricchezza,
L’uomo superò il limite, distrusse la natura.
Aprì le radure nelle foreste senza pietà,
Fece disboscamenti che tristezza, che cattiveria.
Inquinò l’acqua dei fiumi, invase le correnti,
Ammazzò gli animali e i suoi cuccioli indifesi.
Senza pudore né pena devastò terra e mare,
Adesso, perso, piange perché non sa dove trovar riparo.
Senza scampo per la spietatezza commessa
Vede il pianeta morire davanti all’abbandono
Disperato, con lunghe preghiere implora
Solitario, prova la disperazione e piange.
La Natura singhiozza nel lutto, soffocata
Chiede aiuto nelle taciturne albe.
Pur consapevole che l’uomo non ascolta,
Continua sanguinando nel mezzo all’ingloriosa lotta.
Come dolorosa conseguenza, la morte prematura
Delle acque, delle foreste, delle nascenti e cascate
La terra muta agonizza dinnanzi ai veleni potenti
Morte dei Fiori, tristezza, fine del territorio.
Senza acqua potabile e aria pura per respirare,
Senza foreste, fiumi e mari per nuotare
Con sete e fame un giorno l’uomo si sveglierà
Fine di chi, il pianeta, non seppe rispettare.
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L'autore
Ana Stoppa
Ana Maria Stoppa, nata a Santo André-SP, si scrive come Ana Stoppa, ítalo- brasiliana, Cittadina Onoraria del Municipio di Mauá-SP, nata a Mauá-SP, Direttrice dell’”Ação Social” 2016- 2918, Ordine degli Avvocati del Brasile, Santo André/SP,   Presidente Onorario – Brasile- Italia dalla Associazione Culturale On
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