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Fantasia 12 luglio 2018 · lettura 1 min · 1064 letture

Poesia impressionista

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Antonio Terracciano 1000 poesie pubblicate
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Ho sempre amato i quadri impressionisti, che da pittura classica deviavano, ma solo un po‘, lasciando alquanto desti i sensi che, guardandoli, godevano. Essi velocità rappresentavano, quella velocità dell’Ottocento, di quando i viaggi in treno permettevano le cose d’ammirar con nuovo incanto. Per il disegno molto fui negato, e ricordo che spesso un poco mosse le foto mie venivano, che il dito tremava, come se gran fretta avesse. Così forse tendevo ad omaggiare tutti gli impressionisti del passato, cercando nelle cose di scoprire qualche remoto, intimo segreto. Ed or che mi diletto a verseggiare, ho fatto consonanze, speranzoso d’avere scritto opera che ambire possa di stare a altezza di quell’uso.
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Dedico questa modesta fantasia poetica alla valentissima pittrice e poetessa, nonché filosofa, Carla Vercelli. Non sono affatto ferrato in arte pittorica, ma ho sempre amato l’impressionismo, che ho cercato qui di rendere in poesia, usando, pur in un impianto di quartine di endecasillabi (un impianto "classico", come tutto sommato lo era quello dei quadri impressionisti), consonanze anziché rime, sperando così di avere "mosso" un po’ i versi, come "mosse" sono le scene rappresentate in quei quadri.

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L'autore
Antonio Terracciano

Sono un ex insegnante di scuola media (di francese) , e vivo nella cittadina in cui sono nato (a quindici chilometri a nord-est di Napoli) . Da giovane scrissi un centinaio di poesie (quasi tutte adesso da buttare) in versi liberi (e qualcuna anche quasi ermetica) , ma poi, dopo un letargo poetico durato più di trent'

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La bacheca della poesia

Le sensazioni lasciate dai lettori.


...Sono rimasto impressionato... (romeo cantoni)

Ringrazio per squisite nonché esagerate parole! (carla vercelli)

Ottima riflessione di portata anche introspettiva! (carla vercelli)

Commenti (1)

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carla vercelli12 luglio 2018

Renoir scrisse, a distanza di anni dalla nascita dell’impressionismo, dissacrando questo movimento artistico che tanto aveva donato anche a lui in termini di notorietà, fama, successo, denaro: "Uno di noi aveva finito il nero. Si servì del blu. Era nato l’impressionismo!". Forse, come si evince da questa frase, l’impressionismo nacque per caso, ma fu, ad ogni modo, una rivoluzione in pittura che ebbe i suoi effetti anche in altre arti. La luce e il colore, l’arte en plein air, l’attenzione all’attimo fuggente e quindi al movimento, al divenire, i soggetti naturali, familiari e urbani... tutto questo ha trovato posto anche in poesia, quella della fine dell’ottocento a cavallo tra decadentismo ed ermetismo, fra vitalismo e crepuscolarismo.