Quando il meriggio al fondo del silenzio
carla vercelli
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Quando il meriggio al fondo del silenzio
si svela pregno e languido d’estate,
romba, allora, remoto, un temporale
che appressa placar afa come assenzio.
Si rintana la talpa, ondeggia il pino,
luccica al lampo il sasso e la sua pena,
guizza la riseria e il casolare
nella campagna colta di soppiatto.
Come poesia la pioggia arriva
fra lo stupore fermo di un cerbiatto
e il vento che conduce in altalena
foglie restie al viaggio, sulla riva.
Dopo la frode del riparo, andare,
certo, andare, sfidando il temporale
con lo stesso entusiasmo di un bambino
-voce infranta tra case abbandonate.
©
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L'autore
carla vercelli
Sono laureata in filosofia con indirizzo psicologico dal 1989. Pittrice, poetessa, scrittrice, ho pubblicato: "Il cielo ha il colore delle rose" (2012), "Coglimi d’ineffabile Poesie d’Eros" (2014/2019), "Cromistorie: vi racconto una fiaba colorata" (2014), "Bello più di prima" (2015), "La volpe e la parola"
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Sì. la pioggia è una poesia del cielo, che (Antonio Terracciano)
sconvolge le nostre abitudini. (Antonio Terracciano)
Suggestiva e, al solito, pefettamente dipinta! (numerouno)
...basterebbe anche solo il titolo a dire poesia (Lia)
Commenti (1)
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Eolo22 luglio 2018
Testo dai toni sfumati e dalle atmosfere suggestive, in versi di movimento radefatto che coinvolgono per l’estrema delicatezza con cui sono narrati. Si percepisce il sogno, il mutare delle stagioni il tempo che fluisce. Molto apprezzata!

