Pastori e Pescatori

Entrarono in chiesa,
con gesti umili tolsero i copricapi
tenendoli tra le mani,
davanti al Dio che sembra
ascoltare.
La montagna è aspra per chi vive di essa,
negli anfratti nascosti,
dove prepare il formaggio e la ricotta,
nei bivacchi improvvisati,
di fuochi accesi al momento
per proteggersi dal freddo.
Entrarono silenziosi in chiesa,
con braccia conserte,
a pregare il Dio della negazione e del
perdono.
I pescatori vennero dietro di loro,
il volto arso dal sole,
la pelle scura di cuoio sfumato,
i capelli ricci raccolti in trame di retine.
Si sa il mare è vita,
essenza di sale e trasmigrazione,
dolore e miseria
vortice di tempesta che distrugge.
Madre antica respira!
Portarono ceste ricolme di pesce,
appena pescato,
che in ginocchio offrirono
al Dio del nulla e della misericordia.
Voci antiche da ascoltare?
Echi di montagna, note di marea!
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L'autore
Eolo
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
molto apprezzata e sentita Sl (carla composto)
Commenti (3)
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carla composto22 luglio 2018
attimi di vita vissuta descritta egregiamente in questa intensa e bella opera il mio sicero elogio
Antonella Garzonio22 luglio 2018
Offrirono al Signore poveri doni frutto del duro lavoro in mare o sulle aspre colline. Soltanto questo possedevano ...oltre all’umilta’e alla devozione che soltanto i puri e i semplici conoscono. Un bel testo!
Stefana Pieretti23 luglio 2018
qui c’è l’anima del lavoro del sacrificio mani che trasudano fatiche mani bruciate dal sole, dal sale per offrire doni al loro Dio di misericordia una gran bella poesia che apprezzo!



