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Introspezione 23 luglio 2018 · lettura 1 min · 974 letture

Il dio dei dannati

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santo aiello 2496 poesie pubblicate
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Prego il dio dei dannati che non spenga mai quella stella l’unica che si muove nella staticità del cielo prego quel dio, quel dio solo di scendere da quella luce e camminane tra le ombre forse gli sembrerà più breve il giorno e forse, anche la stessa vita lui non sa che non c’è tempo non c’è mai tempo per capire c’è solo quella stella, la più bella quella nostra malattia, che qualche benpensante, quello giusto quello che mai sbaglia, mai si scuote quello che chiama follia, che non capisce come le cose belle non siano per i santi ma per chi soffre e muore, e se non muore scrive come fa il giorno fin dall’alba che dal silenzio, si offre alla follia, al tempo vano, dell’acqua che mai dorme. .
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santo aiello
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Dopo mesi ritrovo la tua poesia ed è emozione che (nemesiel)

mi legge e mi scrive dentro! Splendida (nemesiel)

Bellissima, Santo, complimenti! (carla vercelli)

Commenti (2)

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nemesiel23 luglio 2018

Se possibile, ancora più incisivo, profondo ed emozionante di quanto rammentassi, nella sua poetica che scruta le pieghe dell’anima nelle sue luci e nelle sue ombre. Poesia che urla la disperazione dell’uomo che non trova il senso né risposte ai suoi eterni perchè, l’uomo che caparbio e ostinato non sa arrendersi né vuole di fronte ad una vita che troppo spesso appare inseguire ciò che il limite umano non può raggiungere: E se il dio dei dannati fosse così pietoso da ostinarsi anche lui a non voler spegnere quella stella, a non voler cancellare forse il sogno o l’illusione che in fondo un senso ci sia per chi "soffre e muore e se non muore scrive"

carla vercelli24 luglio 2018

D’ispirazione splendidamente baudelairiana, un’esaltazione della follia e della disperazione del poeta e dell’uomo che trova via di risanamento e redenzione nella Bellezza. Le cose belle non sono per i santi ma per i dannati, scrive Santo Aiello, appellandosi a quella luce della poesia che lo pervade. Molto apprezzata!