Sentire il cielo
Giovanni Perri
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come le sere in cui rapita dipingevi
l’immenso affresco della morte
e sera e morte sparivano
dentro una ceneriera di luna impazzita;
io avevo la scia dei lampadari ubriachi
tu l’acqua dei temporali estivi
e adesso beviamo assieme in questo pozzo
l’imbroglio che nomina il tempo:
teniamoci le mani senza mani,
facciamo la danza nel vuoto
come se fossimo dentro la pancia d’un uccello.
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L'autore
Giovanni Perri
Il lettore deve sapere, leggendomi (leggendo questa non-biografia dalla quale estrapolo che nasco a Napoli e ci vivo col pregio d’arricchirmene fino a smarrirla) che un po' della mia poetica (ammesso che sia tale) risponde al desiderio, non del tutto cosciente, d'allargare il mio ipotetico dolore, la mia svagata gioia
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Un trionfo di metafore e riflessioni. Moltobella! (numerouno)
meraviglia! complimenti, (Felice Serino)
Onirica e suggestiva, tutta da apprezzare! (carla vercelli)
...tutta, dall’inizio alla fine... tutta (Lia)
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