Il temporale
Oscar Simone Frigo
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La pioggia zampillava allegra
sulla superficie dell’acqua,
mentre il fiume sembrava
ignaro della propria persistente agonia.
I lampi baluginavano nel cielo
illuminando, ora sì ora no, la notte taciturna.
Solo le nubi brontolavano
in una lingua tutta loro,
così imponenti e furibonde
che la terra e tutti i suoi abitanti
si prostravano silenziosi a loro,
come in attesa di un comando.
La mia anima
nella tempesta e nella notte
trova la sua sicurezza e la sua pace.
Persino la malinconia si presenta
con l’abito di una dolce compagna.
Io, adagiato alla finestra
col naso all’insù assaporo
la pausa di questa frenetica vita.
Poi, mentre il temporale mi accarezza la mente
con i suoi delicati brontolii,
i miei occhi lentamente si chiudono
e i lampi non accecano più.
Il sonno viene a prendermi,
il temporale continua a cullarmi.
Sento d’un tratto una goccia sul viso:
Sarà la pioggia? O sarà una lacrima?
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