Silenzio di silenzi
Carlo Molinari
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Avrei voluto ancora una volta
ritrovare il tuo corpo di silenzio
tra le mie lenzuola, affamate
d’ardenti gambe imprigionate
ma la notte di Luglio, nella frescura
del dopo temporale, rintocca le due
e solo assenza, sovvenir di te,
è ciò che resta tra gl’occhi affranti.
Avrei voluto ancora una volta
ritrovare il tuo corpo di silenzio
tra le mie lenzuola, miserabili
d’un amore a tratti presente
ma le folate picchiano la pelle
e un’ambasciata d’alba imminente
raggela le vene, incastrando le dita
in una penna lisa tra fogli sfioriti.
Forse ti riavrò tra il Pantheon
di Santa Croce, forse un’anima
ci trascinerà tra le vigne selvagge
d’un desolato latifondo,
forse ti staglierai piacente
tra i solchi arancio dell’orizzonte
o fors’ancora silenzio di silenzi
pesterà le ore in questa sevizia
che già t’invoca per nome.
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L'autore
Carlo Molinari
Commenti (1)
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Elide Fumagalli30 luglio 2018
Cerca tra i respiri il suo odore e trova albe d’assenza. Il passaggio: “un’ambasciata d’alba imminente raggela le vene, incastrando le dita in una penna lisa tra fogli sfioriti.” Dipingerà per giorni i miei pensieri.

