Opera Prima
Brilla la luce della notte
nel disonesto vivere
e la terra apre le viscere
lì dove le tombe sono stelle
e ci mostra la nostra origine.
Splendono gli occhi all’imbrunire
come diamanti incastonati nelle pietre
il violino suona l’Ave Maria
nei fondali dove dormono gli amanti.
L’anima è un uccello che cinguetta
sul ramo del non so dove
e l’alba illumina senza fretta
come lo specchio la speranza
un misto di mare, dolore e menta.
Apri le gambe e mostrami il tuo cielo
adesso che in me è meno il desiderio
e tra il ghiaccio e la brina
ritroverò la strada
uomo, Dio e serpente
che sfida le sue nuvole
nell’Opera Prima della sua fine.
©
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