L’etere di notte
Notti insonni a contare stelle,
aggrappandosi come pipistrelli ai sogni,
a sentir canzoni,
e bere vino cercando l’euforia
nel fondo dell’ultimo bicchiere,
parlare di tutto, di niente, per sentirsi vivi...
Della notte il vento mena
gli odori dei fossi, odo rumori di passi,
le ombre variano come gli umori,
ma resto qui.
Sognare (se fossi capace)
di qualcosa che non so,
non odo voci, ma vacui ricordi,
forse sogni, chissà...
Una notte per amare, una per sognare,
forse mi bastano per sentire il tuo cuore,
di nuovo per sentirmi chiamare amore...
Quando i sussurri si fan grida,
quante albe ho già vissuto,
e del cielo dipinto dall’aurora
che scaccia la notte
ho visto la danza di colori...
Quanti sogni ho dimenticato.
©
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