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Natura 28 luglio 2018 · lettura 3 min · 565 letture

Ode alla Val Vigezzo

Massimiliano Zaino 1199 poesie pubblicate
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Monti randagi e vagabonde cime, oh di Tempeste antiche e aguzze vette... oh còrrere mellifluo del Melèzzo, oh del Toce le plàcide scogliere e le cascate... oh Gridone... Gridone possente e ossuto sotto il cui ampio sguardo delle tue pietre tanto mi disseto e il lìmite rimiro che separa le alpine nostre terre dalla Svìzzera, quanto mi siete cari! Vedèr, sentìr... tacèr per i sentieri, e cògliere la beltà delle rocce tutte! Ascoltàr che mùggono le mandrie, e bere con lo sguardo un tozzo d’erba tra’ i fiorellini del timo selvaggio!... Comprèndere il Mistero di fiorita Natura, e delle baite diroccate il Tempo che è trascorso, e de’ i mirtilli il gusto e il fàscino! Udìr le campane delle chiesette!... Ti chiamo Vita, oh montagna inumana e possente e sublime! che mi doni i tuoi occhi appena- appena liberati dalle càndide nevi, e che mi guidi verso i tuoi sguardi più profondi e quieti, e verso le tue fauci più segrete... e che di te mi chiudi gentilmente l’orizzonte sognato oltre cui il Sogno, appunto, regna... come regna in là la Fantasia e l’ingordigia di altri e altri Sogni... e che dunque mi ripeti all’eco canti di Bardi e Valchirie stridenti... canti tra’ i più sovrumani e furiosi... canti che ora mi dìcono “Sei vivo!”... oh terre alpine e belle!... Oh terre alpine e belle! oh dolci terre, dove le mie ombre si fòndono sempre a quelle de’ i faggeti e de’ i castagni, in ricòvero al Sole che ribolle per le vie dell’Estate montanara, donde anch’io, forse, divento una quercia... una quercia vivente... una roccia... oh terre! quanto mi piacete, oh soavi... oh leggendarie insegne d’una quiete perduta, e d’ogni regno e d’ogni ostello, Miti leggiadri sotto i quài mi pàr di Tell udire il corno che risprona dal lìmite a’ la caccia, e a’ il cavalcàr d’eroici palafreni or mossi a guerra... oh terre! oh terre!... Alzàr il volto, ed èrgersi a’ le valli, e dominàr ciò che di più imo or v’è, con uno sguardo, come fa un Titano... tremàr, godèr de’ i bàratri profondi e degli Òrridi trèmuli e funesti... dormìr, posàr, per le pietre de’ i pàscoli, e incontro còrrere a’ i fiori che vòlano... oh quieti àttimi!... Ti chiamo Sogno, oh Melèzzo gentile, i cui vapori estivi mi rinfrèscano nel meriggio... e chimera, oh Toce, e Musa, oh Alpe... Alpe bella e lieta... Alpe serena che in mill’anni così t’ha riscolpita Iddio... Alpe vagabonda nel mio cuore, e ne’ i ricordi... Alpe indimenticata, stupenda... bella! Com’è sì dolce divenìr viandante per le vostre foreste... il piede a’ i sassi, e il cuore al Cielo!
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L'autore
Massimiliano Zaino

Saluti a tutti i lettori e a tutte le lettrici. Sono nato nell'agosto del 1988. Già dai primi anni di scuola ho sviluppato una vocazione per le materie umanistiche... vocazione questa che è impetuosamente esplosa nell'ultimo anno della Terza Media e nel primo anno di Ginnasio del Liceo Classico. Appassionato di Stori

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