San Lorenzo
Massimiliano Zaino
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Mi fa paura il cièl che tra le cime
me stesso seppellisce nel suo ventre,
e che, notturno e oscuro, e folle e tetro,
la valle mi ricopre e l’orizzonte
amato, e i terrei sentieri che orditi
in sasso vanno in alto.
Mi fa paura il volto suo sublime
che mill’occhi di stelle or mostra, e mentre
muore la Luna, appoggia il suo ferètro
a ogni valico orrendo, a’ ombre, e a ogni monte,
invincìbile come i prodi avìti
che fan ronda a uno spalto.
Mi fa paura il cièl che di astri è pieno
e brilla, e che l’assente Luna mostra
tra l’ombre, e che possente ovunque s’erge
a ricovrìr i monti e che, nel cuòr
della Notte, sussurra antichi Sogni,
e vecchie cere.
Mi fa paura il guardo suo che, a meno
di tintinnanti scie di stelle, accosta
agli occhi miei un Mistèr bruto, e che immerge
la Vita mia in un’angoscia di dolòr,
e di patìr insulso... E non vergogni
tu, oh cièl, co’ le tue sere?...
Mi fa paura questa via lontana...
lontana di cadenti stelle d’oro,
e che io scorgo avvenìr d’in su’ il Gridone,
e che mi schiaccia all’eterno disòrdine
della Natura, e del suo cosmo spento... e,
dove son io?
Ombra di ombre tra spettri di orma vana,
come un Arabo errante a un sicomoro,
vagabondo mi pingo e mesto, e a’ prone
mani procedo.
Come una stella io son preda del vento,
sòn vìttima d’Iddio!
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L'autore
Massimiliano Zaino
Saluti a tutti i lettori e a tutte le lettrici. Sono nato nell'agosto del 1988. Già dai primi anni di scuola ho sviluppato una vocazione per le materie umanistiche... vocazione questa che è impetuosamente esplosa nell'ultimo anno della Terza Media e nel primo anno di Ginnasio del Liceo Classico. Appassionato di Stori
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