La ballata dei ricordi
Ferny Max Curzio
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Si può essere
fedeli a un ricordo
di bellezza e d’amore
tutta la vita?
Ove tale ricordo
fuoriesca dal tempo
e riaffiori a innovare
sensibilmente,
quasi a voler cambiare,
l’ordine delle cose
pretese ormai
come definitive?
Quando il ricordo
non sia soltanto tale,
ma divenga emergenza,
insopprimibile bisogno,
di riavere quanto
si è ritenuto,
forse erroneamente,
perduto...
Ma che tutto poi,
t’accorgi, è ancora lì,
palpitante d’una vita,
che in realtà mai
si sia estinta.
Com’è vero,
che non avrebbe
nemmeno dovuto
divenire un ricordo,
ma vivere invece
in tutta la storia
dei tuoi giorni,
a formare i destini
di chi siamo
e tali finalmente
ci riconosciamo.
Cosa v’ispira
questo scriver mio?
Ci intravedete qualcosa,
o anche più di quanto
ci capisca io?
Perché è finito
tutto ciò che forse
non doveva mai finire?
Non si piange, lo so,
sul tuo latte caduto,
ma almeno uno sfogo,
umile e semplice,
sia consentito...
dai numi celesti
un tempo testimoni
di quella separazione
fra esseri consenzienti,
che probabilmente
meglio sarebbe stato
restassero ancora insieme
ed uniti per sempre.
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Ferny Max Curzio
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