Mia dimora
Tu che in casa altrui
depredasti con violenza
mia dimora di lacrime
restanti figli dell’amato
sud non che patria mia,
per mano di vandali assassini
capitanati da un ladro di cavalli,
assoldato da perfidi regnanti.
Seppur per l’avido danaro
piansero madri di figli,
e mariti assassinati
dove di pace regnava
nell’ancora amato
regno chiamato
due Sicilie.
Oh Venere che canti lode
a te affido mia vendetta,
fa che un dì torni
a regnare in pace
l’amata terra mia.
©
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