C’è ancora il fuoco sotto la cenere
La città
sembra un mare di cemento,
sempre più
circondata dall’asfalto.
Dove sta
tutto il verde di una volta,
non c’è più
la farfalla variopinta.
Viviamo dentro i nostri appartamenti,
passando il tempo innanzi alla TV.
Crediamo d’aver tutto nella vita,
ma col morale ci sentiamo giù.
Noi siamo prigionieri del riposo
e giudichiamo l’ozio una virtù.
In realtà
siamo schiavi delle usanze.
La verità
non vorremmo mai svelarla,
perché si sa
che noi tutti pretendiamo
la libertà
di appagare i nostri impulsi.
E, allora, andiamo tutti in discoteca,
tra luci verdi, gialle, rosse e blu
per stare un po’ a contatto con la gente
e risvegliar la nostra gioventù
e vivere un momento di allegria
gettando via le angosce ed i tabù.
L’ansietà
che ci opprime giorno e notte,
sparirà
con la musica assillante.
Tornerà
quella gioia soffocata
che ci da
il piacere della vita.
Però siam circondati dal cemento ...
e il dio- denaro è l’unico elemento
che non ci vieta alcun divertimento ...,
ma il cuore piange, ... ha perso il sentimento!
©
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L'autore
sergio garbellini
Non sono un poeta classico, né sublime, scrivo liriche prosastiche riguardanti le vicende quotidiane, mi piace trattare argomenti inerenti alla vita in modo razionale ed in particolare parlare di donne. Ho scritto 6000 liriche, 60 libri, 7 poemi e moltissime canzoni. Scrivo dal 1947, dall’età di 12 anni, ma nel corso d
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
verità sacrosante, caro Sergio sf. (Alberto De Matteis)
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