L’ultima poesia
Salvo Scamporrino
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Il singhiozzo del poeta
attutì l’urlo di dolore
che, dal suo infranto cuore,
attraversò l’anima intera,
prima che giungesse sera
la penna cadde dalla mano
e gli occhi rimasero asciutti
fissi in un punto lontano.
Il mutamento fu perentino
e la metamorfosi solerte
arrestò il faticoso cammino
delle ultime vocali incerte.
Rimase sospesa la fantasia,
spezzata nella sua idealità
e derubata dei nobili sogni
che s’infransero nella realtà,
finì la sua vita senza una fine
recitando l’ispirato canto:
“giunse al fin la pia follia
di cui il saggio se ne fa vanto”.
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L'autore
Salvo Scamporrino
Nato in terra di Sicilia nel 1960, scrivo solo per passione e per comunicare ciò che sento o percepisco. Ogni idea o sentimento che viene esternato in qualsiasi forma va sempre accettato per quello che è. Criticare e giudicare è soltanto un punto di vista. Con questo spirito bisogna leggere e SCRIVERE.
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