L’otto - otto del ventotto
Willy Zini
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Così intorpidito
che il crepitio delle parole
si rovescia in leggero
tormento, oppure in pesante
sobrietà. Il mercurio
del mio termometro spirituale
che si sminuzza. Piccole sfere
del me si infrangono attraverso
lo specchio del ricordo.
Quella fronte fredda, la lacrima
incompiuta, il seguito della paura
nella concordia dello sciogliersi
in abbracci simbiotici. L’energia
che si dipana, il contatto dell’uno
nei molti che paradossalmente
la morte può rinfocolare.
Schegge di coscienza
ed il tuo sguardo dentro
a rinvigorirmi gli occhi
a tacciare la connivenza
a sferzare l’apatia.
Non sono qui per capire.
Non possiedo che l’odore.
La memoria è questione di naso.
Il tuo profumo nel me.
Ciao N. E.
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L'autore
Willy Zini
Willy Zini nasce a Bormio il 12 maggio 1990. Coltivando da sé interessi letterari e artistici ha iniziato a cimentarsi nella scrittura sin dalla sua adolescenza. Laureato cum laude in Scienze Umanistiche curriculum filosofico all'Università “Carlo Bo” di Urbino, Willy vive dividendosi tra la Romagna e la Valtellina. I
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Commenti (1)
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Paola Galli24 agosto 2018
Sono immagini molto intense che ben descrivono tutte le sensazioni dolorose miste a quei modi di circostanza che sempre s’intrecciano quando una persona cara ci lascia! ma il senso di quello sguardo che va oltre, che resta per sempre è di straordinaria intensità e commozione!

