Golgota
anna maria cartisano
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Era stato creato come mondo dei giusti,
con le sue meraviglie.
L’umano, il "giusto" guardiano e guaritore
fu una di queste.
Nacque cantando inno alla vita.
Ma quale umanità, quale... se l’uomo, il "giusto"
lo fece diventare inferno di sfollati,
ormai dalla notte dei tempi.
Nulla ci appartiene qui, nulla, questa casa è di tutti.
Siamo profughi ignari del nostro prossimo attracco,
con i peccati del mondo sulle spalle
ogniuno i suoi, più altri.
Pesano, fai fatica a camminare
un passo dietro l’altro con queste croci
che neanche i pochi giusti rimasti in vita
riescono a cancellare.
E tu che non lo sei cammini,
piegato in due dal peso delle stragi,
dai ponti distruttivi...
dal tremore della terra che vuol scuotere di dosso
i residui del male.
Poi, arriva l’acqua benedetta, che cancella ogni malefatta.
Come il Cristo ha decretato, aiuti chi ha capo e piedi insanguinati.
Tu, che ancora giusto non sei e forse non lo sarai mai...
eppure ancora canti...
Era una Terra Santa creata per i giusti
ma senza giustizia.
Ora, si attendono le croci e dei ladroni si sente il lamento,
una canzone stonata, giustizia forse sarà fatta.
Arriverà altra pioggia e ancora lacrime doloranti
di un Cristo mai pentito su questo nuovo golgota
di umani dilettanti.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
anna maria cartisano
Nata in calabria nel '54 e vissuta da sempre a Torino mia seconda Patria,sposata felicemente,figli e nipoti; pensionata,decido, avendo finalmente tempo libero, di dedicarmi alla difficile arte del POETARE !
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Dilettanti allo sbaraglio. condivisa. (Francesco Rossi)
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