Madrigal- ballata, Era il Meriggio; e venne il Temporale
Massimiliano Zaino
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Era il meriggio; e venne il Temporale.
L’Estate... la mia Estate, così è morta.
E sulla pietra tombale
sta scritto: Ombra contorta!
Ombra contorta, e mesta e dileguata,
appesa ancòr pe’ il fìl d’Erinni, Agosto,
come la Vita amata
del mio sognato mosto.
Ombra contorta, e cupa e in sonno sciolta,
ove Prosèrpina è tornata all’Ade...
sente ancòr pe’ una volta
il mièter delle biade.
Dimàn allòr vedrò la fredda Arbogna
abbandonata dal vòl dei rondoni.
E l’Anima mia trepidante sogna
un inganno di Sole e di passioni.
Dimàn così n’andrò a miràr se resta
un’ombra sola della mia Gioia assente.
E l’ùltima sfiderò la Tempesta
prima che venga l’Autunno irridente.
Dimàn allòr ne chiederò a Plutone
un poco ancòr dell’Estate- Euridìce.
Voglio la mia Gioia... la mia Gioia! e tu, istrione,
mi dai l’Autunno, che nulla mi dice.
Era il meriggio; e venne il Temporale.
L’Estate... la mia Estate, così è morta.
E sulla pietra tombale
sta scritto: Ombra contorta!
Ombra contorta, e mesta e dileguata,
prima che tu vada per l’Ade e muoia...
dimmi: dov’è l’amata,
quest’amata mia Gioia?
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L'autore
Massimiliano Zaino
Saluti a tutti i lettori e a tutte le lettrici. Sono nato nell'agosto del 1988. Già dai primi anni di scuola ho sviluppato una vocazione per le materie umanistiche... vocazione questa che è impetuosamente esplosa nell'ultimo anno della Terza Media e nel primo anno di Ginnasio del Liceo Classico. Appassionato di Stori
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Splendidi versi... Complimenti!! (Melina Licata)
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